Il borgo

Acquavella, dove la terra è ancora parte della vita

Acquavella è un piccolo borgo del Cilento, adagiato sul dorso di una collina che guarda verso il mare, visibile dalla piazza del paese. Un intrico di vicoli e scale di pietra si arrampica tra le case fino alla chiesa di San Michele Arcangelo e ancora più su.
Qui la vita ruota ancora intorno alla campagna. La terra la coltivano tutti, anche chi di mestiere fa il medico, l’avvocato o il farmacista. Le giornate scorrono tra il lavoro, i campi, la casa e una partita a carte al bar della piazza. Con ritmi che altrove si sono persi.
Negli ultimi anni, Acquavella ha accolto anche molte persone arrivate dall’estero, che contribuiscono a tenere vivo il paese e a coltivare la terra secondo tradizioni che si tramandano da generazioni.
Siamo nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Patrimonio dell’Umanità UNESCO e terra d’origine della Dieta Mediterranea. A pochi chilometri si trovano i resti di Velia, l’antica Elea della Magna Grecia, patria di Parmenide e Zenone e della Scuola Eleatica di filosofia.

Qui gli ulivi si coltivano da quasi tremila anni. E, per molti aspetti, si continua a farlo come allora.

Acquavella: vicoli, archi e scale del borgo, la vista sul mare del Cilento, il paese sulla collina, la luna sotto l’arco e il tramonto sulle colline

Il nome

Un nome che viene dall'acqua

Il nome di Acquavella ricorda le numerose sorgenti del suo territorio, come Lacco, Fontanella, della Selva, del Mercante e San Giorgio, già usate dai monaci basiliani giunti dall'Oriente nel Medioevo.

Il paese poggia su un ampio ripiano collinare aperto verso sud: lo sguardo spazia dalle pendici del Monte Stella fino al mare, da Punta Palinuro ad Acciaroli. Intorno, uliveti, vigneti e querce secolari; tra i prodotti della sua terra, da sempre, l'olio, i fichi e il vino.

La storia

Mille anni di storia

  1. XII secoloDocumenti della Badia di Cava ricordano donazioni di terre ad Acquavella, tra il 1114 e il 1118.
  2. 1509Acquavella si stacca dalla Baronia di Cilento e diventa feudo autonomo.
  3. 1734Viene concesso il titolo di duca di Acquavella.
  4. 1806Acquavella, fino ad allora comunità autonoma, viene unita a Casal Velino.

Il borgo oggi

Capo Casale e Pere Casale

Il borgo è diviso in due rioni, Capo Casale e Pere Casale, che si incontrano davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo. Costruita intorno all'anno Mille e arricchita di decorazioni alla fine dell'Ottocento, custodisce la statua della Madonna delle Grazie, portata in processione per le vie del paese ogni cinque anni, il 2 luglio.

Tra le case del borgo si trovano la Torre ducale dei Sanfelice, Palazzo Severini e, nel rione di Pere Casale, Palazzo Musto, la casa della nostra famiglia, che oggi accoglie anche iniziative culturali della comunità.

Uliveto biologico Musto ad Acquavella con le colline del Cilento

Il nostro olio nasce qui

Ad Acquavella coltiviamo esclusivamente Salella, varietà antica del Cilento, e la raccogliamo presto per un olio più ricco di polifenoli.

Scopri il nostro olioVedi i formati

Per saperne di più

Link utili